Casa Nemorense

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giovedì, ottobre 04, 2007

3msc: 3 metri sotto al cedro.


Il nuovo romanzo porno di Renzo Carli e Rosa Maria Paniccia. Ogni riferimento è puramente casuale. O forse no. Nel dubbio, chiedete a Foschi.

Erano gli anni ’62. Renzo era un giovane psicoanalista, aveva tante cose in mente sul cosa fare della sua specializzazione. Insegnava come contrattista nell’università di Padova e stava conducendo le lezioni col suo innovativo metodo didattico: il silenzio. Dopo dieci minuti di silenzio continuato, l’aula era decisamente provata: qualcuno studiava, qualcuno dormiva, qualcuno era sgattaiolato e uscito dall’aula. Due studenti avevano cercato di interrompere tale silenzio con un intervento. Uno l’aveva zittito con un ironico stratagemma dialettico: gli aveva detto che era un povero stronzo e che ce l’aveva piccolo; con l’altro aveva deciso di adottare un’altra strategia in modo che potesse trarre frutto dalla sua domanda: aveva messo in atto una forma di immobilismo nel quale aveva fatto finta di non esistere, stando zitto per un minuto e fissandolo negli occhi. Al terzo minuto lo studente aveva detto che sbagliava, se avesse continuato sarebbe stato incenerito da quello sguardo indagatore. Solo una studentessa traeva spunto da quel silenzio: la giovane Maria Paniccia. Renzo faceva finta di puntare gli occhi nel nulla, ma in realtà, lo sguardo era puntato su di lei, che ricambiava. La lezione finì, gli studenti fuggirono a gambe levate, ma i due rimasero in aula a fissarsi. Rimasero soli nell’aula fissandosi negli occhi, in silenzio. Per altri cinque minuti. Alla fine dei cinque minuti Renzo, per la prima volta in tutta la lezione, sbatté le ciglia, facendo tornare i due alla realtà.
Ho trovato interessante questa lezione, professore disse lei
Renzo pensò un attimo che si trattasse di una altro di quegli studenti rompipalle che volevano rompere qual silenzio pieno di pensieri costruttivi e rimase fermo per altri cinque minuti, mettendo in atto tute le sue tecniche per mimetizzarsi con l’ambiente. Dopo un altro minuto di silenzio si accorse, però che quella era la brillante studentessa che l’aveva ascoltato.
Mi fa piacere rispose amabilmente.
L’altro giorno ha detto che fra una settimana avrebbe tenuto una conferenza e non mi ricordavo la data. Me la può dire? continuò lei.
Renzo analizzò con cura la domanda della studentessa. Era chiaro che lei non aveva intenzione di seguire una delle sue scopedeliche conferenze plenarie. Analizzando la richiesta nel qui e ora di quell’aula deserta e senza testimoni significava che la studentessa voleva una conferenza in un setting duale. Un setting a lume di candela, vini istriani e formaggi francesi.
Con una fine allusione le comunicò le sue intenzioni: a casa mia o a casa tua?
A casa sua disse lei.
Una volta solo, Renzo esitò.
Stava violando il setting formativo, stava uscendo con una sua studentessa, rischiava di non essere uo psicologo competente! Poi ricordò che lui non era un semplice psicologo, ma uno psicoanalista e, siccome il setting in questione non era terapeutico, se ne poteva fottere abbondantemente.

Si incontrarono quella sera. Il cielo di un blu scuro e la luna piena, lucente, bellissima.
Ma non come la sua pelata. Lui vestiva con una sobria gualdrappa da doge veneziano del 1400 con colori abilmente combinati: marrone, giallo, verde cancrena e fucsia.
Lei vestiva con una graziosa divisa in pelle delle Waffen SS e teneva in mano il frustino da feldmaresciallo di Erwin Rommel, cosa che Renzo notò, dicendo che il giorno prima era venuto a cena da lui.
Vi fu una breve conversazione frivola di qualche ora sulle citazioni letterarie di Lapalisse nella battaglia di Pavia. Dopodichè, decisero che era arrivato il momento di esplorare le fantasie relazionali prevalenti e di agire emozionlamente dato che, ogni tanto, un po’ di collusione fa bene. Hai mai giocato con la pompa dell’acqua da piccola chiese lui.
Oh sì esclamò lei.
Lui le disse che la voleva possedere, lei rispose che però dopo avrebbe fatto la stessa cosa con lui, usando il frustino.
Da quella notte in poi, Renzo avrebbe concluso che l’azione del possedere, era qualcosa di troppo violento, dato che ogni volta che qualcuno menzionava la parola, gli faceva male il culo.

(n.d.r. vorrei continuare a scrivere cazzate, ma mi viene la nausea se immagino la scena. Troppa collusione.)

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14 Comments:

  • Ehm... cazzarola, pesante :)
    comunque fa sganasciare ahahaha

    By Anonymous The Pharaonic empama people all togheter, at 12:20 PM, ottobre 04, 2007  

  • E meno male che mi sono fermato...sono ancora nel dubbio se togliere o no il pezzo del frustino. Accetto consigli, anche se contenuti nelle solite frasi di insulti :-D

    By Blogger Tancredi, at 12:33 PM, ottobre 04, 2007  

  • Ma allora Renzo e Rosa non sono la stessa persona!!!
    PS: che belle immagini..forse stanotte non riuscirò a dormire..

    By Anonymous Anonimo, at 4:31 PM, ottobre 04, 2007  

  • ahahah grande puntata! ne vogliamo delle altre!!!

    By Anonymous kekko, at 6:04 PM, ottobre 04, 2007  

  • Manco io credo che dormirò bene...oltretutto ora so che sono decisamente ricattabile, ma forse me la sono un poco tirata addosso.

    Prima di fare altre puntate devo recuperare dopo il trauma di aver descritto anche solo l'inizio di una scena simile (che schifo!).
    In secondo luogo, vorrei vedere quante reazioni indignate riesco ad attirare (in particolare, quella di Biusio) e dopo potrei mettermi a pensare un seguito.
    P.s. se sarò sopravvissuto a un'eventuale fatwa carliana...

    By Blogger Tancredi, at 6:18 PM, ottobre 04, 2007  

  • Biusio non è carliano.... preferisce altri modelli

    By Anonymous Anonimo, at 8:59 PM, ottobre 05, 2007  

  • ...e oltretutto ritiene la storia e la vignetta di prima molto divertente...

    By Anonymous Anonimo, at 9:00 PM, ottobre 05, 2007  

  • Pascucci, si dice e scrive BIUSO.

    Sei l'unico che lo pronuncia biusio, così te sei fatto sgamà...

    By Anonymous biusisio, at 10:31 AM, ottobre 06, 2007  

  • Evidentemente nn sono l'unico a scriverlo male perchè quel commento anonimo non l'ho scritto io...e non ho nessuna intenzione di falsare il suo parere su di me.

    By Blogger Tancredi, at 12:21 PM, ottobre 06, 2007  

  • infatti lo scritto io ....sono BIusio...cosi come voi mi chiamate...

    By Anonymous Anonimo, at 10:12 PM, ottobre 06, 2007  

  • ed è vero non sono assolutamente carliano... preferisco i modelli dinamici interpersonali di Mitchell,Stern, Bowlby e aggangi alla psicologia cognitiva di Mandler e alla psicoanalisi di matte blanco..condivido l'approccio iniziale di Carli...a livello di impostazione psicologico clinica iniziale..ma il modo di Carli di fare lezione lo trovo inappropriato .... cosi come trovo insufficienti le neoemozioni...preferendo ad essi modelli di lettura come ...i meccanismi di difese.... le modalità di rappresentazione...le relazioni oggettuali...le modalità relazionali...E CMQ TROVO LA STORIA E LE VIGNETTE MOLTO DIVERTENTI... QUINDI LA RAPPRESENTAZIONE CHE AVETE DI ME.... FORSE POTREBBE ESSERE UN PO LIMATA....CMQ ANDATE BENE COSI CHE L'IRONIA BUONA,CHE QUI HO POTUTO APPREZZARE SERVE SEMPRE.
    GIUSEPPE STEFANO BIUSO

    By Anonymous Anonimo, at 10:21 PM, ottobre 06, 2007  

  • Dai ragà continuate..poi magari la si pubblica!!!!

    By Anonymous Paola, at 2:45 PM, novembre 01, 2007  

  • fa trp ridere!!! Ahahahahahhahahahhahahahah

    By Anonymous Anonimo, at 6:03 PM, novembre 06, 2007  

  • ehm

    By Anonymous Anonimo, at 9:12 PM, gennaio 11, 2009  

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