Casa Nemorense

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martedì, luglio 10, 2007

Storia Culturale del XX Ebreo



Ho appena sostenuto l'esame di "storia culturale del XX secolo".

Domande:

1) La differnza, secondo la Arendt, tra ebrei "parvenu" e "paria".

2) Il confronto tra il libro della Arendt e il libro a scelta (nel mio caso il collotti).


Non immagino quanto ho preso, l'esame, viste le domande è largamente argomentabile.

La domanda che continuo a farmi è: Perchè l'esame si chiama così? Al di là dell'interesse per la correlazione tra modi di organizzare le relazioni legati all'antisemitismo, non co sarebbe molto di più da studiare nel XX secolo?

Ad esempio la guerra fredda sarebbe un altro argomento depaura... ma ce n'è un botto... se proprio vogliamo fare i riduzionisti, perchè proprio l'antisemitismo?

18 Comments:

  • vallo a sapere.......... sti comunisti.......:)

    By Anonymous Anonimo, at 7:50 PM, luglio 10, 2007  

  • Credo che sia stato scelto l'antisemitismo come argomento di esame perchè, anche se è assolutamente riduttivo e impreciso ridurre il ventesimo secolo al solo antisemitismo, è un argomento rilevante del secolo scorso e, ancora più importante, perchè è un fenomeno di psicologia di massa che riguarda gli stereotipi e le rappresentazioni collettive.

    Anche io, come irtimiD, penso fosse più esaustivo e interessante affrontare il comunismo come fatto storico, ad esempio partire dalla rivoluzione bolscevica fino al crollo del muro di Berlino, che in quel modo sarebbe stato possibile studiare il ventesimo secolo in quasi tutta la sua linghezza, senza contare che anche il comunismo è stato vittima di stereotipi e rappresentazioni collettive distorte, come per l'antisemitismo.
    Purtroppo, i tempi a disposizione per un corso su un simile argomento erano mortalmente striminziti (per questo ringrazierei, come faccio sempre i ritmi imposti da questa gran sola che si chiama laurea 3+2!) e l'unico argomento che si è potuto affrontare per questioni di tempo è, per l'appunto, l'antisemitismo.

    By Blogger Tancredi, at 9:30 PM, luglio 10, 2007  

  • ogni anno la prof sceglie un argomento diverso perchè per lei non è importante l'argomento in sè, quanto l'apprendere a leggere in maniera critica i testi e i documenti storici e l'imparare a sviluppare sensibilità storico/contestuale. se aveste frequentato almeno una lezione
    forse potreste capire....

    By Anonymous il dotto, at 12:03 AM, luglio 11, 2007  

  • nella Russia di Stalin non si tratto di comunismo,bensì di Socialismo reale...

    By Anonymous Marx, at 12:36 AM, luglio 11, 2007  

  • allora....vallo asapere...sti socialisti reali..:)cmq l'antisemitismo c'è come argomento da almeno 4 anni....e l'esame è proprio una cazzata..l'ho passato io :)

    By Anonymous Anonimo, at 3:35 AM, luglio 11, 2007  

  • socialismo reale in russia?
    Ma scherziamo? Cribbio!

    By Anonymous il pelatone 2 (berlusconi), at 6:51 AM, luglio 11, 2007  

  • ma non sai che adesso ho tutti i capelli in testa.....Berlusconi 1

    By Anonymous Anonimo, at 4:41 PM, luglio 11, 2007  

  • sono d'accordo con l'arroganza del dotto:

    Appena letto il programma ho subito pensato all'ennesima pappardella retorica su argomenti già sentiti. Invece i testi suggeriti (io ho letto solo quello della Harendt perchè ho fatto l'esonero) offrono una ottica poco esplorata dell'antisemitismo propostoci ogni anniversario della memoria dalle televisioni generaliste.

    L'argomento è ogni anno diverso e l'obiettivo è acquisire la capacità per leggere criticamente un testo storiografico.

    Comunque per il toto-argomenti-ventesimo-secolo io avrei scelto la prima guerra mondiale!!

    By Anonymous Il faggiano di Via dei Marsi, at 10:02 PM, luglio 11, 2007  

  • si.... quando il mio bisnonnino(il dolce duce) si stava preparando a far rifiorire questa terra...contro sti...COMUNISTI :)
    Berlusconi 1

    By Anonymous Anonimo, at 3:34 AM, luglio 12, 2007  

  • a faggià.. l'hai studiato pure poco... nn te ricordi manco che la "H" sta alla fine di Annah, non all'inizio di "Harendt" (che infatti è Arendt)
    Se mo nn hanno messo 30elode pure a me te umilio!

    By Anonymous irtimood: il XX ebreo, at 2:22 PM, luglio 12, 2007  

  • Questione di esonero demetrius, questione di esonero: l'acca è muta durante l'orale che vale trenta e lode! :D

    By Anonymous Il faggiano di via dei Marsi, at 11:58 PM, luglio 13, 2007  

  • Secondo me � stato scelto l'antisemitismo pure perch� sta nelle fondamenta culturali, come una sorta di "rimosso", della nostra attuale societ�.. cio� come continente veniamo da l�.. è una specie di scheletro nell'armadio se vogliamo..

    questa � un po' la sintesi di quanto ho capito dalle lezioni frequentate, dalle chiacchiere di corridoio e dall'introduzione del libro IL RAZZISMO IN EUROPA di Mosse; è un po' questo il concetto che ho poi articolato all'esame con varie argomentazioni, buttandomi anche sul carliano e parlando di collusioni che hanno orientato azioni collettive, sulla base di interpretazioni unilaterali di molteplici eventi che hanno portato all'autopoietico riprodursi e rafforzarsi della collusione razzista medesima...

    sono anche d'accordo con il Dotto circa l'obiettivo del corso e della cara Valeria, nonch� circa la sua modalit� di fare lezione, molto attenta a sviluppare un pensiero critico sempre nuovo sui temi affrontati. nonostante questo per� mi pare proprio che - gira e rigira - gli argomenti ruotino sempre tutti gli anni intorno all'antisemitismo, senza ricambio: il corso � stato incentrato su razzismo e antisemitismo l'anno scorso, e a quanto vedo anche quest'anno. Non so che argomento si sia affrontato nel corso frequentato dal Dotto (che, se le mie ipotesi sono giuste, dovrebbe essere il corso dell'anno precedente al mio, quindi il corso del 2004-2005!), ma scommetterei che si trattava sempre di razzismo e antisemitismo... Eh Dotto? c'ho preso?

    � inoltre vero, come detto nel post di Irtimood che stiamo commentando, che di argomenti ce ne sarebbero tanti, parlando del XX secolo.. potrebbe essere interessante instaurare proprio qui una sorta di dibattito e di messa in comune di spunti sulla storia del XX secolo, sulla falsariga delle "lezioni partecipate" della Galimi.. (che tanto saranno state gradite a Federico il Leone.. proprio quelle lezioni che la Gianturco non volle offrire!)

    visto il 30 e lode del faggiano, propongo che sia lui a iniziare a mettere in tavola le conoscenze acquisite, di modo che noi tutti si possa poi smontarle in allegria facendo appello al nostro senso critico!

    che ne dite?

    By Blogger SANTO SUBITO, at 9:08 PM, luglio 14, 2007  

  • ah, scusate.. dimenticavo che ho già iniziato io a offrire il mio distillato del corso.. io però ho preso solo 30! quindi sarà più divertente smontare il faggiano.. ahahahah!

    By Blogger SANTO SUBITO, at 9:10 PM, luglio 14, 2007  

  • Prendo la palla al balzo abilmente lanciata dal cencio, pronto a farmi massacrare dai nemorensi...

    Penso che la cosa interessante di questo corso non sia il fatto che l'antisemitismo sia un rimosso... tutt'altro: se n'è parlato tantissimo (su tv e giornali) e a parere mio in maniera non del tutto corretta.

    Il corso ha il vantaggio di offrire una visione sfaccettata dell'antisemitismo, come le opinioni degli storici e degli intelletuali a riguardo. L'antisemitismo viene esplorato secondo diverse ipotesi, per usare un linguaggio carliano. La più interessante è sicuramente la visione della Arendt, che poi può anche fungere da collante per tutte le altre.

    La Arendt, senza fare troppo il professorino, cosa ci dice? in pratica l'Antisemitismo non è una faccenda di semplice odio come tutti i giornali e le tv ci vogliono far bere, ma è una manovra politica, uno strumento per governare le masse. Quello che mi ha colpito di questo libro è che propone di ripensare l'antisemitismo in questa chiave politica che, essendo forse la più fastidiosa e pruriginosa delle chiavi di lettura, probabilmente è la più calzante...

    Che il massacro abbia inizio! :D

    By Anonymous Il faggiano di Via dei Marsi, at 11:31 AM, luglio 16, 2007  

  • d'accordo col faggiano sulla questione della manovra politica... anche se la arendt in alcuni tratti sembra sconfermare la teoria classica in tal senso secondo la quale era interesse dei nazisti prendere in mano i centri di potere economico che erano in mano agli ebrei.
    La Arendt afferma ad un certo punto che questo fatto non è poi così vero e che il potere economico degli ebrei era in declino. Difatti richiama la rivoluzione francese per affermare che le classi sociali "perdono la testa" (ahahaha) quando il loro status non è più socialmente utile (l'arstocrazia spodestata dalla borghesia, L'ebreo finanziatore spodestato dal suo ruolo sociale di ebreo in quanto diventato semplice "individuo con soldi" nella società di massa).

    Quindi la arendt dice: il potere degli ebrtei stava scemando, quindi un nuovo potere era in grado di farli abdicare.

    Potrei aver capito male, ma a mio aprere, seguendo lo stesso ragionamento e modificando solo l'epilogo, la lotta agli ebrei è stato un ottimo pretesto per togliergli i centri di potere economico che tenevano ancora saldamente ma che, nella società di massa, non aveva più senso fossero in mano di un particolare gruppo etnico.
    Quindi in pratica il classico ragionamento degli ebrei vittime perchè banchieri del reich, che la Arendt, mi smbra, voglia smontare.
    Fatemi capire se ho letto male...

    By Anonymous Irtimood, il faraone ebreo, at 4:09 PM, luglio 16, 2007  

  • Credo che il ragionamento sia diverso, farao':

    Lo spauracchio ebraico era usato per governare le masse, indipendentemente se lo fosse o meno. Infatti l'odio per l'ebreo manipolatore di grandi capitali (e dunque ricattatore dello stato) inizia a nascere proprio quando inizia l'emancipazione e dunque, anche se paradossalmente, la perdita di potere.

    Se volessimo usare un paragone a riguardo (molto azzardato ma a parer mio calzante) possiamo prendere quello degli omosessuali.

    Quando l'omosessualità è stata accettata allo scoperto, a parere mio inizia la vera discriminazione. Perchè? Perchè vengono accettati come persone giuridiche ma non vengono riconosciuti loro quei diritti propri della loro natura sessuale: il matrimonio con persone del loro sesso. Dunque viene detto loro: "ok, lo stato non ha nulla contro di te, tu sei uguale a tutti... ma non puoi sposarti con persone del tuo stesso sesso".

    Infatti la Arendt mette anche queste argomentazioni in campo: quando lo stato rende i cittadini TUTTI UGUALI di fronte ad esso è il momento in cui le minoranze vengono schiacciate se non si fa qualcosa per preservarle.

    Ma torniamo al banchiere ebraico che non se la passa bene economicamente.

    Più che "togliere loro i centri economici" l'antisemitismo secondo la Arendt (che, detta così, sembra più un vangelo apocrifo...), a mio parere, è una colossare presa per il culo nei confronti del popolo. E' proprio un modo di governare, uno scopo che il popolo percepisce come "buono e giusto" e dunque segue il proprio leader. Ed è proprio per questo che tutto ciò si trova come prima parte del libro "Le Origini del Totalitarismo".

    By Anonymous Il Faggiano di Via dei Marsi, at 11:36 AM, luglio 17, 2007  

  • quindi secondo quest'ottica.. 2 piccioni con una fava...
    Però il primo piccione, quello del controllo dei centri di potere economico, mi pare che la Arendt lo neghi.
    Secondo: l'emancipazione degli ebrei è una perdita di potere?
    FInchè hai i soldi, il potere economico, e di riflesso un forte controllo sul potere politico, ce lo hai sempre.
    Quindi, al di là dei "pro-forma" legislativi, quale era il vero potere economico degli ebrei nella germania degli anni 20? e quanto i nazisti erano coscienti di ciò?
    E' sulla base di queste 2 considerazioni che si può cercare una "verità" storica sull'antisemitismo.

    By Blogger dimitri, at 2:14 PM, luglio 18, 2007  

  • Credo che il potere degli ebrei negli anni '20 fosse decisamente in crisi. La Germania usciva dal disastroso trattato di Versailles dopo la guerra che dal punto di vista economico significava la perdita di tutte le colonie extra-europee e il pagamento di una spropositata indennità di guerra.
    Senza entrare nel dettaglio, questa indennità spinse lo Stato a stampare un maggior numero di banconote e a generare un'inflazione galoppante.
    Ergo, se il potere degli ebrei era puramente economico, con la svalutazione della moneta questo potere è andato perso.

    La stessa cosa non si è verificata sul versante politico, la pace umiliante alla quale era stata costretta la Germania generò povertà e disordini, la repubblica di Weimar che fu costituita dopo la guerra durò poco e diede alle forze reazionarie e conservatrici tedesche l'alibi per una repressione feroce. Questo clima fu perfetto nel favorire l'ascesa del nazionalismo tedesco.
    A quel punto, l'ideologia nazionalista aveva bisogno di un capro espiatorio. Fra i tanti oggetti di questo odio vi furono gli ebrei per due motivi.
    Primo, era una "razza" (scusate se uso questo termine vergognosamente impreciso, ma semplice) già vista con sospetto, grazie a un retroterra culturale caratterizzato da secoli antisemitismo radicato in Germania e non solo.
    Secondo, gli ebrei, a causa dell'inflazione, avevano perso molto potere e non potevano opporsi concretamente al potere politico, che era ormai nelle mani dei nazionalisti.

    L'ideologia nazionalista dominante poi, si sa, ha potuto rivoltare la frittata come le pareva, scendendo nel vittimismo, dicendo che gli ebrei erano troppi, troppo potenti, troppo ricchi e che dovevano essere fermati. Accusandoli anche di crimini inesistenti e fabbricando teorie di cospirazione che li vedevano coinvolti, come la faccenda della "vittoria mutilata" o della cospirazione sionista-marxista.

    By Blogger Tancredi, at 1:20 PM, luglio 27, 2007  

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