Casa Nemorense

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mercoledì, dicembre 20, 2006

Il dogma dell'infallibilità del carli


Lo psicologo è legittimato dal potere?



Non voglio alimentare o inasprire polemiche o guerre partitiche tra chi sta con Carli e chi no. Il mio intento è quello molto meno divertente forse ( e dopo questo post penso che sarà rimproverato da Dimitri(a ragione) di non sapere più cazzeggiare) di aprire una riflessione, un dibattito intorno ai problemi della professione psicologica. Oggi ho rivisto una lezione di Carli registrata (clandestinamente )all'inizio di quest'anno con la mia videocamera. A un certo punto succede questo: una ragazza fa un resoconto della lezione precedente: tra l'altro dice che per lei non è cambiato niente dall'anno precedente che non si sente significativamente cambiata, in sostanza non si sente progredita nella sua formazione. A questa affermazione il Carli si affretta a darne un giudizio netto e perentorio: è una cosa falsa. In realtà la ragazza starebbe facendo quello che gli americani chiamano wishful thinking, cioè si starebbe creando una convinzione in base a ciò che le piace immaginarsi e non in base all'"oggettività"e all"evidenza". Cioè la pensa così perchè se fosse il contrario andrebbe "nelle peste" cioè in crisi. Bene, ma a nessuno è venuto in mente che con la stessa disinvoltura con cui Carli ha sviscerato e giudicato quella frase, si potrebbe rovesciare la prospettiva? Cioè è del tutto assurdo secondo voi ipotizzare che sia stato il Carli a realizzare, lui,un wishful thinking? Perchè il pensare che un anno intero d' insegnamento fosse stato del tutto inutile per una ragazza ( e chissà per chi altro), era un pensiero terribile da mandarlo "nelle peste" e che non avrebbe avuto alcun piacere di immaginare o almeno di concepire? Non si è lui prefigurato una realtà così come l'ha desiderata fortemente, rifiutando in tronco qualsiasi elemento che la potesse intaccare?
La risposta è che si può prendere per vera sia l'una che l'altra ipotesi, senza però pretendere di dimostrare la veridicità dell'una o dell'altra. MA quanti tra noi hanno pensato che si trattava di un antinomia irrisolvibile e quanti invece (io penso la maggior parte ma potrei sbagliarmi) hanno assunto più o meno consapevolmente la versione di Carli in virtù della sua posizione e del suo potere?( E' un professore con decenni di esperienza, non può sbagliare!). Forse qualcuno vede nel mio esercizio del dubbio un peccato di presunzione o di superbia, ma ricordiamoci che i più grandi progressi scientifici sono nati proprio da libero esercizio del dubbio. Con questo non voglio dire altro che mi sembra antiproducente chiudersi in un attegiamento anti-scientifico se non addirittura settario, che scoraggia e irride qualsiasi riflessione scomoda e divergente.
Quello che mi sembra evidente a questo punto è il carattere congetturale e manipolatorio di questo modo di operare.
Se non si vuole negare la possibilità stessa di fare psicologia, rimane un'alternativa.
Se è vero che lo piscologo deve per forza di cose ipotizzare, interperetare fare congetture e supposizioni, senza poter avere nessun prova riguardo la loro fondatezza e solidità, si deve quantomeno essere consapevoli di questo. E domandarsi continuamente in che modo stiamo operando. Nel mio modo di vedere, lo psicologo deve mettere in dubbio innanzitutto sè stesso e le sue convinzioni. Continuamente. Altrimenti non può pretendere di mettere in dubbio quelle altrui. E non è detto che questo (sopratutto per le persone dotate di estremo narcisimo e esagerata stima di sè) ciò sia sufficiente per superare questo scoglio invisibile ma altissimo.
Facciamo attenzione a non idealizzare un modello di operare di sicuro affascinante e desiderabile ( quello di poter disvelare la realtà dalla sua maschera ai apparenza, come Grasso ha suggerito quello di poter "spogliare" una persona) che di sicuro suscita invidia o ammirazione negli altri, ma che spesso si basa su una implicita presunzione di essere impermeabile a quei medesimi meccanismi di difese psicologiche, di autoinganni, di razionalizzazioni, di falso sè ecc. ecc. che spesso riusciamo così facilmente a trovare negli altri...

26 Comments:

  • Propongo di mettere online il pezzo della lezione relativo a ciò che dici.
    Credo ke effettivamente il carli esageri nell'utilizzare mind-tricks alla jedi, il tutto per preservare la sua immagine di sè come detentore della competenza, e quindi del potere giustificato.
    Del resto gli riesce molto facile data l'idea ke molti hanno di lui (l'immagine di questo post è molto esplicita in tal senso).
    Penso ke però alla fine bbia ragione bob.. se noi sappiamo ke il carli, al di là delle sue teorie, è un coglione basta che ce ne freghiamo e ci comportiamo di conseguenza.
    SUbiamo il suo potere e il suo atteggiamento solo se lo vogliamo, basta non volerlo: questo significa caricare su sè stessi le responsabilità della propria formazione, solo la pratica seguente l'università potrà darci ragione, o darla al pelatone (con tutto il rispetto... ahahahah)

    By Anonymous er timido, at 6:07 PM, dicembre 20, 2006  

  • ragazzi, possibilmente, non riduciamo tutto all'orthos...
    Questo accanimento contro la figura dello stimatissimo renzo carli nasce sicuramente dal fatto che state proiettando la sua figura su quei salamini piccanti che vi hanno fatto uscire quelle grosse e dolorosissime emorroidi 2 mesi fa.. e che cazzo! siete peggio di osho. Andate affanculo voi e 'orthos

    By Anonymous il leone, at 6:24 PM, dicembre 20, 2006  

  • bella rigà,


    ""ho letto entrambi i post sulle vostre dissertazioni psicologiche ma mi sembrava il cane che si morde la coda;avete ripetuto tante volte i concetti che secondo me non solo avevate la percezione che quello che dicevate non fosse emozionato ma che quasi rischiava di non avere più nemmeno senso.....la sagra della collusione... ...
    l'emozione fonda la ragione?-l'emozione fonda la ragione?-l'emozione fonda la ragione?-l'emozione fonda la ragione?-l'emozione fonda la ragione?-tilt""

    allora riga questo è più o meno quello che pensavo/sentivo di scrivere come commento mentre leggevo .
    cioè potevo scrivervi fiumi di parole in favore alla mia causa,attaccare le vostre teorie,imporre le mie e via dicendo...sostanzialmente 'colludere'.
    non credo che 'dietro ad ogni frase'che potevo scrivere,si sarebbe potuta 'scovare un'emozione',o forse si,ma il punto è che sicuramente tutto questo 'fiume' (composto di parole e frasi?idee?impressioni?agiti?)aveva un'unica sorgente.
    e me lo sono chiesto.
    le emozioni

    ho potuto individuare solo
    la rabbia
    (un'emozione)
    non per una sola cosa,o forse si,
    ma per vari motivi alcuni più chiari altri nettamente confusi:
    1-percepivo un'immagine squallida della figura dello psicologo (e questo mi ha fatto arrabbiare)
    2-ho percepito una completa svalutazione della Psicologia come scienza ( e questo mi fa molto arrabbiare ) per lasciare il posto ad un soggettivismo privo riscontrabilità (mi sono arrabbiato anche per questo).
    cioè ho organizzato emozionalmente quello che leggevo e buum,
    mi è venuta una reazione,
    in questo caso 'il fiume di parole'.
    credo cioè che le mie emozioni(la rabbia ad esempio) si sarebbero articolate col fiume di parole.
    mi sono accorto che volevo gettarvi addosso il fiume solo perchè ero arrabbiato.
    preso consapevolezza di un pò di questa rabbia ora scrivo senza 'gettare'.
    ma ragazzi questo non chiude il problema.ora non getto,ma scrivo.
    bene,
    scrivo
    che scrivo?perchè scrivo?
    per rispondere a questo torno a prima, torno ai motivi che mi risultano confusi. la cosa che trovo interessante è che ci sono anche altre emozioni delle quali non riesco ad essere cosciente perchè probabilmente non le voglio vedere.
    infatti avrei potuto scegliere di non lasciarlo più il commento.ma comunque ho sentito di volerlo fare.potevo fare altro e invece sto qui e scrivo.chè motivazione c'ho?
    potrei pensare a lungo sui perchè (e onestamente non riesco a non farlo per come sono fatto), ma credo che più si va scavare a fondo più diventi difficile farlo da soli.tant'è che sono ancora confuse.
    nella struttura della mente umana sono previsti dei meccanismi di difesa.operano in maniera estremamente efficace.questi meccanismi possono distogliere,nascondere,spostare ecc
    perciò è dura inerpicarsi da soli in certi terreni.
    tanto che esiste la figura dello psicologo

    pertanto so che anche questo testo è emozionato.
    cioè prima di rendermi conto di essere arrabbiato.la rabbia avrebbe agito su di me (o io-rabbia,non so) e avrei organizzato ed esposto 'diversamente' quel che ho scritto.quindi questo cura il modo.ma se sto ancora scrivendo è forse perchè sto agendo altre emozioni,altre fantasie... che ignoro,ovvero che non riesco a pensare.mi vengono in mente invidia,superbia,narcisismo...
    a rigà sarà vero
    ma in fondo credo che l'emozione fondi sostanzialmente e qualitativamente ogni nostro atto razionale.
    ma riga siamo persone...
    è naturale
    se demonizziamo tutto cio finiamo col rinchiuderci in spazi troppo stretti.vogliamo amputare ogni parte emozionale di noi che non accettiamo...
    vabbè rigà deliro,
    poi proprio io dico ste cose...
    bah,ciao a tutti

    By Anonymous valerio gattonline, at 8:55 PM, dicembre 20, 2006  

  • Mooo qsto post ha un aspetto contraddittorio!!! poi me lo spieghi...

    Cmq può essere che il Carli ha un punto a favore se si considera il fatto che è impossibile tornare indietro nel sapere o rimanere fermi, dato che lo scorrere del tempo porta esperienza in qualsiasi contesto? Se la ragazza avesse eliminato ogni moto all interno del contesto stesso avrebbe avuto ragione...ma ha continuato ad esserci presente, al massimo può dire d aver imparato poco o quasi nulla in + o d aver rifiutato il sapere offertole.

    By Anonymous mari, at 9:26 PM, dicembre 20, 2006  

  • quoto valerio...sul "cane che si morde la coda"

    By Anonymous mari, at 9:27 PM, dicembre 20, 2006  

  • ps. perchè continuare a scrivere così se poi autodistruggi quello che dici?

    By Anonymous mari, at 9:29 PM, dicembre 20, 2006  

  • pps.t adoro qndo fai cosìììì!!!


    qsto è l ultimo commento ve lo assicuuuuuuuuro.

    By Anonymous mari, at 9:33 PM, dicembre 20, 2006  

  • e poi hai fatto proprio una cazzata a mettere il carli sulla foto del papa defunto. che vuol dire? " a morte il carli?"

    By Anonymous mari, at 10:18 PM, dicembre 20, 2006  

  • Per valerio: mi fa piacere di aver suscitato il tuo intervento, così come quello degli altri..però ci sono cose su cui dobbiamo essere d'accordo. Molti di questi interventi mi hanno fatto capire che c'è uno scarso interesse nell' affrontare il versante logico e razionale di ciò che è stato detto come se orami fosse stato deciso di gettare nel cassonetto la ragione e tutto quello che da essa deriva, la logica, la deduzione, il pensiero astratto le implicazioni di causa-effetto ecc. Ciò che uno guarda è l'impressione totale e l'effetto emozionale de post, da qui ognuno può tormentarsi col suo stram of cousciousness all Joyce in cui scrive tutto quello che gli passa per la testa, come se stesse in analisi, e vai cn le libere associazioni di idee coi ricordi che risalgono e si confondono nel presente ecc ecc. Ora quello che mi sento di dire è che no, siamo fuori strada. Se volessimo analizzare La critca della ragion pura in questo modo che potremmo dire? Probabilmente un mare di cazzate. Vogliamo davvero gettare nell'immondizia la ragione e l'impegno e la fatica che il suo esercizio comporta?

    By Anonymous kekko, at 10:25 PM, dicembre 20, 2006  

  • Caro Valerio:
    in tutto il discorso non fai che sputare fuori emozioni, anche se dici di volerlo evitare..
    oltre a ciò tutte le tue parole non arrivano a nessuna conclusione che non sia "siamo uomini, è normale che siamo così".
    Inoltre il ritratto che dai dello psicologo si addice più a un guru...

    By Anonymous er timido, at 10:52 PM, dicembre 20, 2006  

  • uffa perchè qualcuno nn m critica???....m avete ignorata anche al post precedente! Mo dai criticami un pochino!

    By Anonymous mari, at 11:06 PM, dicembre 20, 2006  

  • Cazzola! Ma vi rendete conto che fra un paio di giorni è natale e che voi state ancora pensando a Carli?? Basta con questa ossessione morbosa per lui, in questo modo non fate altro che colludere con lui e con le sue fantasie di persecuzione! Ma non lo sapete che siete in vacanza?!

    By Anonymous L'antifilosofo, at 11:18 PM, dicembre 20, 2006  

  • ...e per mari...spero che kekko non si senta minacciato per il fatto che ti critico al posto suo...ma non avevi promesso che smettevi di scrivere tre commenti fa?

    By Anonymous L'antifiloso, at 11:22 PM, dicembre 20, 2006  

  • uuuuh! velenoso l'antifilosofo....

    By Blogger IrtimiD ;-), at 12:36 AM, dicembre 21, 2006  

  • colludere è un pò morire

    By Anonymous renzo carli forse un giorno, at 12:45 AM, dicembre 21, 2006  

  • x l antifilosofo: avrrei preferito una critica alla tua osservazione.
    cmq....morivo dalla voglia d scrivere ancora.... U_U'

    By Anonymous mari, at 9:58 AM, dicembre 21, 2006  

  • mari, i tuoi interventi sul blog stanno diventando frivoli, se continui così chiederò igli amministratori di cancelarli.

    il vendicatore mascherato.

    By Anonymous il vendcatore mascherato, at 1:51 PM, dicembre 21, 2006  

  • a kekko l'albero cresce dal seme,se per te bisogna esaltare la razionalità (la chioma,con rami e foglie) dimentichi l'importanza imprescindibile delle radici (l'emozionalità), pertanto generi una struttura fine a se stessa.come puoi edificare un palazzo senza non solo porre le fondamenta ma soprattutto senza conoscerne il terreno????
    ho letto i commenti e non mi quadra qualcosa,poi continuate a parlare di me (autodistruggermi,libere associazioni...),
    facile,ma perchè non ci pensate un'attimo su?
    no,veramente
    a me sembra che avete travisato un pò di cosette,ma d'altronde ognuno proietta quello che gli pare...
    sputare emozioni anche se dico di volerle evitare...mi spiegate come potrei evitarle?
    partendo dal presupposto che non possiamo non provare emozioni,mi spiegate come e dove si inseriscono i vostri baluardi di razionalità non emozionata?????
    come funziona:
    emozione
    emozione
    emozione
    (pausa di emozione)
    intervento razionale non emozionato
    emozione
    emozione
    emozione
    ....
    no no riga,rileggete quello che ho scritto,poi leggete i vostri commenti...
    a dimitri che vuol dire che non arrivo a nessun punto?che ti aspettavi??
    in più non ho mai detto di 'gettare nel cassonetto la ragione',come t'è venuto in mente?
    invece,proprio se vogliamo spaccare il capello in quattro,la ragione e il logos sono lo strumento per comprendere e organizzare la sfera emozionale,per raggiungere la consapevolezza di sè,appunto.
    il problema è che voi questa emozionalità la rifiutate in blocco crogiolandovi in una razionalità...
    infine vorrei sottolineare che ignoravo la paternità dei post e dei commenti mentre scrivevo.quindi non solo non era rivolto a nessuno in particolare ma il mio intervento era esclusivamente finalizzato al dibattito generale,in quanto considero l'argomento estremamente interessante.
    bella a tutti

    By Anonymous valerio gattonline, at 2:22 PM, dicembre 21, 2006  

  • per la serie- che bello fà polemica- puntata 2. Valerio, se vogliamo riprendere la metagora dell'albero stiamo dicendo che l'emozione è il seme e le foglie sono la ragione. Ossia che la ragione deriva dall'emozione, per cui secondo te il principio nell'uomo va ricercato nell'emozione. E' evidente che questa filosofia (perchè è di questo che si tratta) rivendica una supremazia dell'emozione sulla ragione. Ma se fosse così e se nn fosse invece (come molti hanno riconosciuto) che la ragione e l'emozione sono in un rapporto reciproco e non gerarchico, dicevo se fosse così il paradosso che si producerebbe è quello che ho illustrato nel post precedente. Ossia che non si può dire niente perchè ogni affermazione o seri di affermazioni ( ad esempio questo tuo ultimo intervento) sono veicolate da emozioni che restano però sostanzialmente inconoscibili perchè chiunque pretenda di poterne parlare fa a sua volta affermazioni che dipendono necessariamente da altre emozioni. Per cui nessuno può avere l'ultima parola perchè ogni asserzione è suscettibile di analisi emozionale, e ogni analisi emozionale è a sua volta suscettibile di analisi emozionale. Quando ci avventuriamo con descrizione per metafora siamo consapevoli di quale modello psicologico-filosofico stiamo facendo riferimento??

    By Blogger francesco.c., at 3:02 PM, dicembre 21, 2006  

  • secondo me continuate a leggere con moolta poca attenzione...

    By Anonymous valerio gattonline, at 3:23 PM, dicembre 21, 2006  

  • l'ho detto all'inizio: emozione e ragione sono due facce della stessa medaglia, mi pare ke tutti siano d'accordo ma poi si scrivono frasi che lasciano intendere rapporti gerarchici tra le due cose..
    Il fatto è uno: all'uni studiamo la psicologia come scienza, l'approccio scientifico al sapere si fonda sulla riduzione al razionale di problematiche fenomenologiche.
    In psicologia siamo molto lontani da gradi di scientificità alti perchè l'uomo nello studiare scientificamente se stesso sbatte contro la sua stessa emozionalità che gli impedisce di razionalizzare oltre un certo punto.
    Valerio: nessuno mette in dubbio che l'emozione sia una parte fondante e non eliminabile dell'essere umano, e la razionalità è esattamente sullo stesso piano.

    Il problema grosso delle emozioni è che sbattono contro i tentativi di approccio razionale ad esse, o meglio, è possibile schematizzarle, fare supposizioni, lavorarci su, ma la potenza delle cose che "sentiamo" a volte ci pare totalmente incontrollabile, è questo che vuoi dire Vale?

    Se è questo sono in parte d'accordo con te: nel senso che se fossimo capaci di eliminare le emozioni saremmo robot, e la vita perderebbe senso.
    Allo stesso modo devi ammettere che tu stesso prevedi in alcune tue affermazioni la possibilità di influenzare le emozioni.. parli spesso del potere manipolatorio della tv e dei mass media.. che fanno? manipolano a caso o sanno bene quello che fanno?
    nel secondo caso devi ammettere che in parte è possibile imbrigliare le emozioni in costrutti teorici razionali che non vengonon sconfermatio dalla prassi, e che quindi sono scientificamente validi.

    Detto ciò, ribadisco che non sto nè dalla parte della ratio, nè dalla parte dell'emotio. E' una scelta che riguarda i nostri cammini di studio e professionali.. si può studiare da "cognitivista spinto a mò di skinner me fa na sega" come da "psicanalista junghiano paragnosta e flashione" (sono due estremizzazioni volute, ritengo che entrambe le discipline abbiano in determinati ambiti un'utilità pragmatica.

    Per concludere: un approccio fondato sul primato dell'emozionalità o della razionalità, nalle posizioni in cui siamo, non portano ad altro che a dinamiche "emozionali" che fomentano solo la caciara, ma non il raggiungimento di nuove conoscenze, quindi mi propongo come moderatore e poongo una domanda ciascuno a kekko e a vale:

    x Vale: in poche parole spiega quale è secondo te l'interrelazione tra ratio ed emotio, soprattutto alla luce di un approccio scientifico alla questione, che è proprio della psicologia.

    x kekko: spiega a tua volta che ruolo pensi che abbiano le emozioni in un processo di conoscenza anche scientifico. L'altra mattina mi hai detto solo che postulare l'ineliminabilità delle emozioni è svilente per 2000 anni di pensiero, ma questo è chiaramente un punto di vista emozionale, quindi ti porti in contraddizione, vedi se riesci ad uscirne.

    Un saluto a tutti, e fateve 'na pippa ogni tanto (e che sia fisica, non mentale)

    By Anonymous irtimid in versione moderator, at 4:03 PM, dicembre 21, 2006  

  • allora riga:siccome forse non sono stato chiaro o forse a voi piace travisare...o forse parliamo due italiani diversi...
    1-non parlo di rapporti gerarchici tra emozione e razionalità,non mi interessa,ne concettualmente ne metodologicamente.
    2- tanto meno mi interessa uno scontro fra emozione vs ragione,con le persone che si schierano,è una cappelleta.
    3-non ho mai parlato della riduzione della ragione o alla ragione.
    4-credo che il punto su cui vi bloccate sia prorpio ""problema delle emozioni è che sbattono contro i tentativi di approccio razionale ad esse, ma la potenza delle cose che sentiamo a volte ci pare totalmente incontrollabile".questo che ha detto dimitri mi sembra molto significativo,no?
    5-cazzo,ma ho mai detto di eliminare le emozioni?PERO MI SEMBRA LO VOGLIATE FARE VOI
    6-dimitri mi sembri un po confuso sul concetto di influenzare le emozioni e l'esempio che hai portato non lo capisco?
    7-rifletti sul rapporto io-emozioni,e vedi il punto 4.
    8-riguardo la tua domanda:per favore levati il prosciutto dagli occhi e rileggi,rileggi e rileggi quello che ho gia scritto nei due commenti iniziali.
    aribella

    By Anonymous valerio gattonline, at 4:32 PM, dicembre 21, 2006  

  • evabbè... rileggo rileggo rileggo e trovo:

    "a kekko l'albero cresce dal seme,se per te bisogna esaltare la razionalità (la chioma,con rami e foglie) dimentichi l'importanza imprescindibile delle radici (l'emozionalità), pertanto generi una struttura fine a se stessa.come puoi edificare un palazzo senza non solo porre le fondamenta ma soprattutto senza conoscerne il terreno????"

    Stai attento a quello che scrivi: l'esempoiuo che hai utilizzato è inopportuno perchè la chioma senza radici non vive, ma le radici senza chioma si. Capisci perchè abbiamo dedotto un legame di gerarchia? proprio perchè abbiamo letto bene.

    secondo punto: quando dici che ciò che ho detto è molto significativo non hai in realtà detto un cazzo? che minchia significa molto significativo? Non puoi pretendere che gli altri si sforzino di leggere attentamente se usi termini così interpretabili e ampi, cosa dovremmo capire leggendo bene? dovremmos stare lì a leggere finchè la cosa non ci "tocca" e allora "capiamo"? questo è lavorare per empatia, è l'esatto contrario del pensare su e di tutte le teorie carliane che se nn sbaglio apprezzi..
    ma su che piano? perchè è qui la dicotomia tra te e kekko, l'impostazione.

    nessuno dei due poù liberarsi di emozioni e/o ragione, ma avete due modo di pensare improntati sulle due modalità: kekko cerca disperatamente di escludere le emozioni dai suoi processi mentali, è impossibile e quindi non può fare altro che cadere in contraddizione.

    Tu vale ti muovi solo per empatia, quindi subisci paurosamente l'incostanza e l'imprecisione dell'emozionalità.

    il risultato è che non ci capiamo e restiamo sulle nostre posizioni tutti quanti...

    personalmente ritengo che non si possa eliminare nessuna delle due componenti dai nostri processi mentali, anke se esistono varie gradazioni e forme di prevaricazione dell'una o dell'altra modalità, e voi ne siete due esempi, io ne sono un terzo.
    la psicologia è una scienza che cerca di far luce proprio sulle dinamiche che regolano queste due modalità, e ci provas attraverso la ragione, perchè la psico è una scienza, o almeno vorrebbe esserlo.
    la religione, il settarismo, le semplice esperienze di vita signifcative sono altri modi di guardare a questo processo da un punto di vistya piuù emozionale, quindi empatico.
    Credo che con la psico possiamo ottenere dei mezzi (strumenti) per agire su queste dinamiche per i nostri fini, che siano terapeutici, gnoseologici o di conquista del mondo.
    Da dove nascano i nsotri fini è un altro problema dela psicologia che però equivale ad entrare in un circolo vizioso: ovvio che i nostyri fini siano relativi alla nostra psiche, ma giudicarli spetta alla morale. Psicologicamente (scientificamente) non vedo soluzioni.

    By Anonymous irtimid, mobbasta, at 4:57 PM, dicembre 21, 2006  

  • Rileggendo il post originale vedo che ci siamo allontanati molto dal seminato.
    mi è venuto da pensare che tutto ciò che il carli ci ha insegnato, A TUTTI, sono tanti piccoli trucchetti psicologici per prevaricare gli altri nelle dispute.
    QUESTO PERCHE' LA MIGLIOR FORMA DI INSEGNAMENTO E' L'ESEMPIO.
    Le teorie di carli hanno molti tratti condivisibili, sfogliando il libro di analisi della domanda ho trovato molti punti che non mi sento di mettere in dubbio.
    Cercherò di leggere come si deve e saprò dare un'opinione migliore.
    Ma nelle lezioni le sue teorie non mi sembra trovassero grandissima applicazione, a partire dal suo atteggiamento.
    Carli mi ha colpito molto al mio ingresso in facoltà l'anno scorso, ma più sono andate avanti le lezioni più mi è balzato all'occhio il vecchio stanco e deluso che cerca autoaffermazione (consolatoria) nei rinforzi dei suoi studenti.
    Questo è stato un enorme ostacolo alla nostra formazione.
    Quindi alla fine sticazzi.

    By Anonymous un vecchio saggio, at 5:14 PM, dicembre 21, 2006  

  • Per dimitri: quella mattina non avevo detto che non bisogna postulare l'eliminabilità dell' emozione: avevo detto che non si può leggere solo emozionalmente tutto ciò che il pensiero ha prodotto, come se le conquiste del pensiero a cui si è arrivati fossero solo degli sfoghi emozionali. Secondo me la spiegazione migliore per descrivere il rapporto tra ragione ed emozione può essere letto come una gestalt. Ossia è vero che ogni comportamento, ogni pensiero, ogni affermazione è un'insieme di ragione ed emozione. Ma non può essere ridotto come la somma di emozione e ragione. Perchè la combinazione è qualitativamente diversa dalla somma delle sue parti. Per questo mi sembra errato ad esemprio interpretare un pensiero alla luce dei suoi contenuti emozionali, scartando in tronco (come è stato fatto per i miei post) qualsiasi analisi razionale. Perchè quel pensiero non è emozione razionalizzata. E' un complesso organismo in cui a volte prevale l'influsso dinamico emozionale a volte invece, quando si tira fuori il meglio dall'emisfero sinistro(quello analitico) e si produce con potentissima forza razionale, un pensiero stupendo,una conquista razionale della logica della morale o gnoseologica è del tutto svilente ed profondamente semplicistico mettersi i paraocchi dell'emozionalità. Spesso le sistemazioni psicologiche peccano di riduzionismo di semplicismo. Ad esempio, nessuno nel 2006 continuerebbe a pensare che i nostri comportamenti e la condotta umana siano in un'ultima analisi nient'altro che un gioco complesso di riflessi codizionati così come Pavlov credeva o che siano il risultato di condizionamenti operanti e basta. come credeva Skinner o Watson. Cioè non si deve cedere (almeno non così presto )al fascino di ridurre tutto ad un'unico principio in modo da semplificarci la vita e sentirci realizzati. Kant diceva: la natura tende alla complessità, l'uomo all'unità. Socrate : io so di non sapere. Ricordiamocelo

    By Blogger francesco.c., at 8:46 PM, dicembre 21, 2006  

  • quoto socrate... :)
    ma visto ke sapere non posso e a qualcosa ho bisogno di credere, credo alla soluzione più semplice tra quelle a disposizione.
    Quelle a disposizione sono tutte quelle che l'esperienza non ha ancora portato in contraddizione.
    Claro?

    Ora trovami un punto debole in questo ragionamento :)

    By Blogger IrtimiD ;-), at 11:32 AM, dicembre 22, 2006  

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